Escritoras y Pensadoras Europeas
I+D del Ministerio de Educación y Ciencia (Duración: 3 años. Ref. HUM 2005-06658/FILO)
Investigadora Principal Dra. Mercedes Arriaga
Universidad de Sevilla
Escritoras y Pensadoras Europeas
Alessandra Macinghi Strozzi (1406 - 1471)
- Período Literario: Humanismo
- Lengua en la que escribe: Italiano
Nacida en Florencia en una familia de comerciantes, desciende, por parte materna, de la noble familia de los Alberti. A los dieciseis años se casa con Matteo di Simone Strozzi, comerciante y hombre de letras, que pertenecía a una familia noble florentina, los Strozzi. En 1434 se le acusa de oponerse a los Medici y es condenado al exilio, y Alessandra lo siguió , con sus ocho hijos. Al año siguiente el marido y tres de sus hijos murieron, dejando a la joven viuda sola a cargo de una familia tan numerosa. Para poder pagar las deudas se vió obligada a vender y alquilar gran parte de sus propiedades, y a entrar en el comercio de algunos bienes , avituallamiento y alimentos.
Pero la vida de Alessandra no había terminado de ponerla a prueba, conforme sus hijos iban creciendo y llegaban a la adolescencia tenían que marchar al exilio por herencia paterna.. Además, una ley florentina del 1458 alargó el período de exilio de cinco a veinticinco años.
Desde aquel momento inició la misión de su vida : acabar con el exilio que se había impuesto a su familia . Utilizó a sus conocidos : amigos de familia, embajadores, sñores locales de Florencia, Nápoles y Milán. Trató de casar a sus hijos con mujeres florentinas y buscó maridos adecuados para sus hijas.
Cuando por fin, en 1466, el exilio fue revocado, dos de sus hijos aún en vida regresaron a Florencia, y pudieron recuperar una porción de relieve en la vida social de la ciudad. Así ,gracias a los inmensos esfuerzoa de su madre, por mantener las relaciones de la familia Strozzi con el resto de los señores italianos, los hijos de Alessandra consiguieron congraciarse con Lucrezia Tornabuoni y su hijo Lorenzo il Magnifico.
A esta mujer excepcional le corresponde también el mérito de ser la autora de la primera colección epistolar en italiano escrita por una mujer.
Obras
• Lettere di una gentildonna fiorentina del secolo XV ai figliuoli esuli, scritte tra il 1447-70 e pubblicate nel 1877
• ora in: Tempo di affetti e di mercanti. Lettere ai figli esuli, Garzanti, 1987
Bibliografía Crítica
• Dizionario enciclopedico della letteratura italiana, cur. G. Petronio, Laterza, Bari, 1970, vol. III
• N. Costa Zalesson, Scrittrici italiane dal XIII al XX secolo. Testi e critica, Longo 1982
• G. Francescini, Le lettere di Alessandra Macinghi Strozzi, Firenze, 1895
• M. D’Andrea, Una gentildonna fiorentina del 1400, Napoli, 1897
• M. L. Doglio, Scrivere come donna: fenomenologia delle “Lettere familiari” di Alessandra Macinghi Strozzi, in “Lettere italiane”, XXXVI, 1984, pp. 484-97
• E. Cecchi, N. Sapegno, Storia della letteratura italiana, “Il Quattrocento e l’Ariosto”, Garzanti, Milano, 1992, pp. 396-98
Enlaces de interés
Texto Representativo
Raccogliendo molti anni fa queste Lettore con amore, copiandole di mia propria mano per meglio indovinare illustrandole via via per altri documenti, e in fine curandone adagio la stampa (quasi ozio erudito fra le mie quotidiane occupazioni); pensai già di premettere ad esse Lettere un discorso non breve, sulla vita familiare in Firenze, dalla giovinetta che inspirò l'austera anima di Dante alla moglie che il Machiavelli dipinse nel suo Belfagor; cercando qual fosse la donna che allattò le generazioni forti del più civile medioevo, e quella che educò rimi cortigiani Medicei: Ma dinanzi a questa lieta preparazione sorgeva in, me un pensiero mestissimo. - Per chi lavori tu? La donna che tu credi di ravvivare, è morta per sempre! Alla famiglia è sottentrata la pedagogia: la legge disconosce ciò che fa santo bello immortale l'amore: ogni giorno più la donna si emancipa, e scioglie quei legami, che le erano sostegno alla debolezza, velo al pudore. E tu vuoi rappresentare la donna del medioevo? che sa appena leggere l'uffiziolo della Vergine; che dinanzi a un'ancona di Giotto o dell'Angelico prega per i figliuoli andati sulle galee cariche dei drappi di Calimala; che seduta sulla cassa dipinta, dov'è il suo corredo, fila e favoleggia? - Questi pensieri mi fecero uscire ogni voglia di scrivere; e mettendo le carte da un lato, pensai che bastasse dar fuori per ora questo volume, e offrire così nuovi documenti a coloro che, « eredi di prosperevoli anni » (per dirlo con la frase di Dino Compagni), potranno ragionare delle cose antiche con minor nausea della gente moderna. E lo do in serbo alle Donne italiane che hanno intelletto d' amore; a quelle, dico, che al pari della ignoranza sdegnano la dottrina saccente, e le gioie della famiglia e i dolori amano più di quella pubblicità, per cui la donna (salvo rare eccezioni) o si spoglia troppo o si maschera.
Lettere di una gentildonna fiorentina del secolo XV ai figliuoli esuli
(Proemio)
