Escritoras y Pensadoras Europeas

Anna Neera Zuccari (1846 - 1918)

por Ana De Zayas-enriquez

Anna Neera Zuccari

Anna Radius Zuccari fue una escritora milanese que con el pseudónimo horaziano de Neera publicó ensayos y novelas. Nacida en Milán en 1846 pasó momentos felices en Caravaggio lugar donde vivían su sabuelos maternos y que son recordados y descritos en sus obras de forma entrañable.

Al morir su madre de forma prematura (ella tenía diez años) y al tener graves problemas financieros no pudo continuar con sus estudios; esto le obligó a vivir con dos tias, hermanas de su padre, que tuvieron un papel decisivo en la formación de su personalidad la cual maduró autónomamente y se destacó del resto de las mujeres comunes de su época.

Aunque escribió muchas novelas merece ser mencionada su correspondencia en la que encontramos cartas intercambiadas con los personjes más ilustres de su tiempo como Verga, Capuana o Marinetti.

También fue importante su libro de memorias "Una giovinezza del secolo XIX" , considerado un excepcional documento autobiográfico; lo empezó a escribir en 1917 a raíz de una enfermedad que la obligó a permanecer en cama. Nunca terminaría este libro, que quedó incompleto y que dejó de escribir solo unos días antes de morir en Milán en 1918.

Sus heroínas como Teresa, Lydia, Marta, Anna, fueron mujeres profundamente marcadas por las circunstancias de esa época: eran víctimas de los hombres y de su indiferencia y casi siempre estaban obligadas a vivir con alguien al que no amaban. Gracias a estos personajes, Neera, consigue expresar rasgos revolucionarios de los que emanan iquietudes de una sorprendente modernidad, como cuando Teresa, afronta por primera vez el tema del deseo femenino.

Las cualidades que caracterizan las obras de Neera son la participación emotiva, la lucidez de análisis y las introspecciones psicológicas.

Benedetto Croce, la alabó por su análisis de la condición femenina sorprendentemente moderna en muchos aspectos y por su gran humanidad.

Obras

Un romanzo, Milano, Brigola, 1876.
Addio, Milano, Brigola, 1877.
Vecchie catene, 1878.
Un nido, 1880 (che le procurò la stima e la segnalazione di L. Capuana).
Il castigo, 1881.
Dizionario d'igiene per le famiglie, (in collaborazione con Paolo Mantegazza), Milano, Ottino, 1881.
La Regaldina, Romanzo, Milano, dumolard Fratelli, 1884.
Il marito dell'amica, 1885.
Teresa, Milano, Galli, 1886.
Lydia, 1887.
L'indomani, Milano, Galli, 1890.
Autobiografia (a L. Capuana), Torino-Roma, Roux, 1891.
Anima sola, Prima Ed. Milano. Chiesa e Guindani, 1895.
L´amuleto.Romanzo Milano cogliati L.F. 1897.
L'amor platonico, Napoli, Pierro, 1897.
Battaglie per un'idea, 1898.
Fotografie matrimoniali, Catania, Giannotta, 1898.
La vecchia casa. Prima Ed. Milano Baldini & Castoldi, 1900.
Il secolo galante. Introduzione ad uno studio sopra alcune donne francesi del secolo decimottavo. Madamigella Aisse, Madamigella Lespinsasse, La Marchesa du Deffant, La signora Geoffrin, la signora D´Epinay e la Contessa D´Houdetot, la contessa di Genlis, Milano.A. de Mohr S.D. 1900.
Una passione, in "Nuova Antologia", 1902, e poi in volume Milano-Palermo-Napoli 1903 e Milano 1929.
Le idee di una donna, Milano, Lib. Ed. Naz., 1903.
Un idealista, Milano, Galli e Raimondi, 1908.
Il Canzoniere della nonna, Poesie, Milano, Cogliati, 1908.
L´indomani. Milano. Treves, 1909.
Duello d'anime, Milano, Treves, 1911.
La sottana del diavolo. Novelle, Milano, Fratelli Treves Editori, 1912.
Rogo d´amore. Milano, Fratelli Treves Editori, 1914.
Poesie, Milano, Cogliati, 1919 .
Una giovinezza del secolo XIX, (con prefazione di B. Croce), Milano, Cogliati, 1919
Profili, impressioni e ricordi, Milano, Cogliati,1920.
Neera. A cura di Benedetto Croce. Milano, Garzanti, 1942 (Romanzi e racconti italiani dell'800).

Traducciones

Alemán:
Teresa (European Classics) von Anna Radius Zuccari, u. a.
Northwestern U.P. (15. April 1999)

Francés:
Les idées d´une femme sur le féminisme (Le idee di una donna), trad. par Melle H. Doüesnel avec préface de M.T Joran,Paris,V.Giard et E.Bríère,1908.
Le nid (Un nido) trad. par Louise Vulliet et Charles Fuster, ill. de Charles L´Épattenier, Paris, Fischbacher,1902.
Thérèse (Teresa), trad. par J.Hudry-Ménos, Paris, Hachette, 1902.

Bibliografía Crítica

L. Capuana, Studi della Letteratura contemporanea, Catania, 1882.
Id., Gli ismi contemporanei, Catania, 1898.
B. Croce, (saggio del 1904) in Letteratura della nuova Italia, Bari 1949.
Id., Neera, Antologia di testi, Milano, Garzanti, 1942.
A. Borlenghi, Neera, in Narratori dell'Ottocento e del primo Novecento, Milano-Napoli 1966.
L. Baldacci, Nota introduttiva a Teresa, Torino, 1976.
F. Sanvitale (a cura di), Le idee di una donna e Confessioni letterarie, Firenze, Vallecchi, 1977.
Nozzoli, Anna. Tabù e coscienza. La condizione femminile nella letteratura italiana del Novecento. Firenze: Nuova Italia, 1978.
Morandi, Giuliana. La Voce che è in lei. Antologia della narrativa femminile italiana tra '800 e '900. Milano 1980.
A. Arslan, Luigi Capuana e Neera: corrispondenza inedita 1881-1885, in Miscellanea di Studi in onore di V. Branca, V, Firenze, 1983.
A. Arslan, Crevalcore (1907) di Neera, in Dame, droga e galline, Milano, 1986.
Id., Neera in: Dizionario critico della letteratura italiana, UTET.
A. Santoro, Narratrici italiane dell'800, Napoli, Federico, 1987.
Zambon, Patrizia. "Leggere per scrivere. La Formazione autodidattica delle scrittrici tra Otto e Novecento: Neera, Ada Negri, Grazia Deledda, Sibilla Aleramo." Studi Novecenteschi XVI 38 (1989): 287-324.
Kroha, Lucienne. The Woman Writer in Late 19th Century Italy: Gender and the Formation of Literary Identity. Lewiston: Mellen, 1992.
Merry, Bruce. "Neera." Italian Women Writers. A Bio-Bibliographical Sourcebook. Ed. Rinaldina Russell. London: Greenwood, 1994. 286-294.
Arslan, Antonia. Dame, galline e regine. La scrittura femminile italiana fra '800 e '900. Ed. Marina Pasqui. Milano: Guerini, 1998.
Folli, Anna. Penne leggère. Neera, Ada Negri, Sibilla Aleramo. Scritture femminili italiane fra Otto e Novecento. Milano: Guerini, 2000.
Manuela Brotto, Neera, Anna Radius Zuccari, Giuseppe Saverio Gargano, Un'artista e lo specchio della critica. Il carteggio inedito tra Neera e Gargàno .CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2001 - N°8 - Pag. 165-183.
Catherine Remsey-Portolano, Neera the 'Verist' Women Writer . ITALICA, Anno 2004 - N°3 - Pag. 351-366.

Enlaces de interés

Texto Representativo

Coraggio, figliuoli, coraggio.

- Ne abbiamo, signor sindaco, ma la faccenda è brutta assai; temo l'abbia da andar male per tutti.

Chi rispondeva così alla grande autorità del paese, era il vecchio Toni, l'anziano dei barcaiuoli, che di piene ne aveva vedute parecchie, e crollava il testone grigio arruffato, sul quale stava in permanenza il tradizionale berretto rosso dei paroni del Po.

- Noi facciamo il nostro dovere, Toni, e il resto alla provvidenza.

Toni non rispose; si rimise al lavoro, insieme agli altri barcaiuoli e operai; tutti intenti a trasportare fascine, sacchi di terra, cocci, mattoni, ciottoli per far argine al fiume.

- Santo Iddio! - esclamò il sindaco, con un accento metà di bestemmia e metà di preghiera - guardando il fiume che ingrossava sempre.

La notte era nera, con un cielo minaccioso, gravido di pioggia. Era piovuto tutto il giorno - pioveva da trentaquattro giorni.

La pietra sulla quale erano segnati i gradi d'altezza delle precedenti inondazioni, era già tutta coperta. Il fiume saliva con una lentezza implacabile, colla calma feroce di un mostro che è sicuro della sua preda. Aveva invaso l'argine basso; ora toccava l’orlo dell'argine superiore, spumeggiando, con un brontolìo sordo.

Il gran pericolo era che l'acqua minasse l'argine al di sotto.

Da quarantotto ore si lavorava senza posa, atterrando alberi e vecchie case, le più vicine al fiume, quelle in maggior pericolo; gli abitanti di tali casupole, quasi tutti poveri, fuggivano trasportando le masserizie - e non erano ancora fuori che già il piccone dei muratori risuonava sui muri, facendo rimbalzare i calcinacci, alla luce scialba delle torce a vento portate dai ragazzi.

Una vecchia ottuagenaria, alla quale avevano tolto il letto per trasportarlo in posto più sicuro, si avvicinò agli uomini che sorreggevano quel povero mobile tarlato, e disse loro piangendo:

- Gettatelo dentro anch'esso, tanto domani io non vi potrò più dormire.

- Sì, gettatelo, - aggiunse il sindaco - ne farò dare un altro a questa povera donna.

Il letto della vecchia sparve subito nelle onde ingorde che salivano, salivano.

Il sottoprefetto e il tenente dei carabinieri giungevano insieme dalla parte dei boschi, dove erano andati ad ispezionare la sicurezza delle rive.

- E così? - fece il sindaco appena li vide.

- Nessun pericolo, per il momento; e qui? Hanno paura?

- Ha messo un po' di sgomento l'ordine di poco fa, di non coricarsi per tutta la durata della notte, e star pronti al suono della campana.

- Si capisce!

Il sotto-prefetto, un meridionale bello, elegante, colla fronte di poeta, si cacciò - per una abitudine da salotto - la mano destra nei capelli, ravviandoli, intanto che guardava la folla nereggiante dei cittadini, quasi tutti raccolti sull'argine, ansiosi, formando gruppi vari e fantastici, tra i quali correvano, come fuochi fatui, le torcie di resina. Poi si chinò all'orecchio del tenente, mormorando con gesti vivaci:

- Ma ditemi un poco, se c'è stato senso comune a fabbricare un paese in queste condizioni, coll’acqua sul capo! Dietro all'argine il suolo digrada con un pendìo spaventoso, e laggiù, quella buca, dove hanno fabbricato il loro maledetto paese, par proprio la coppa destinata al brindisi.

(Teresa)

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